Blog, Mondo della scuola

Il rientro a scuola… Cosa dovrebbe fare la scuola per aiutare i bambini

Stiamo vivendo in un periodo di incertezza economica, di emergenza sanitaria pubblica e di trauma generale di comunità. Il trauma colpisce anche i bambini in via di sviluppo che assaporano il clima familiare di incertezza, paura e stress. È importante porre il benessere al centro e valutare ogni politica e pratica sociale in termini di promozione del benessere del bambino e, quindi, della sua famiglia.

Un ruolo centrale nella promozione del benessere dovrà essere occupato dalla scuola, intesa come centro di aggregazione e creazione di relazioni significative per il bambino.

“I bambini più gravemente colpiti dalla pandemia non troveranno facile accontentarsi dell’apprendimento”* e dobbiamo aspettarci che il loro disagio psicologico si manifesti nel loro comportamento**

Molti bambini saranno nervosi e iper-vigili e saranno facilmente inclini a reazioni comportamentali per esprimere il loro stato d’animo. Altri potrebbero essere disattenti, stanchi e silenziosi e preferiranno ritirarsi dentro di sé di fronte a un mondo esterno spaventoso e imprevedibile. Entrambi questi stati comportano uno stato di disagio per il bambino precludendogli momenti di relazione ed apprendimento.

Come aiutare i bambini nel ritorno a scuola?

Di seguito cinque elementi chiave tratti e adattati dal lavoro di Mary Meredith***

1) Prevedere un momento di ricordo come comunità 

Il periodo di pandemia non deve diventare un taboo sociale e la morte e il lutto non devono essere argomenti impossibili da affrontare a scuola. Per i bambini che hanno perso dei cari potrebbe essere importante poterli ricordare anche con i compagni di scuola. Inoltre può essere importante per gli studenti, per la loro crescita, ricordare l’importanza dei sacrifici effettuati per il benessere collettivo e sottolineare le cose che hanno imparato a casa nel periodo di assenza fisica della scuola.

2) Mettere le relazioni al centro

Gli insegnanti devono essere incoraggiati a essere umani e a costruire relazioni positive, specialmente con quei bambini che faticano a creare legami a causa delle loro fragilità e/o delle passate esperienze deludenti.

Ogni interazione è un intervento

3) Identificare e supportare i bambini che hanno più bisogno di supporto sociale

Unknown12132Gli insegnanti e altri adulti che ascoltano con empatia svolgono un’importante funzione terapeutica, senza essere terapisti. Alcuni bambini porteranno enormi pesi emotivi e la scuola potrebbe essere l’unico posto per parlarne. In questo caso, il rapporto individuale con l’adulto fidato potrebbe essere più importante di una lezione, pertanto sarà importante la flessibilità. Se non creiamo queste opportunità per i bambini che ne hanno bisogno, il dolore bloccato può condurre comportamenti autodistruttivi, disregolati e sofferenza psichica. Potrebbe essere utile una formazioni di base sul trauma per gli insegnanti così da renderli maggiormente consapevoli sul riconoscimento di uno stato di malessere e sull’importanza del loro ruolo relazionale. Questo non significa che le scuole non dovrebbero avvalersi di personale specializzato, ma semplicemente che le scuole dovrebbero puntare sull’aspetto relazionale per veicolare gli apprendimenti.

4) Ricreare confini, regole e routine come misure di sicurezza

I bambini hanno bisogno di confini chiaramente delimitati per sentirsi psicologicamente e fisicamente sicuri e l’importanza di questi dovrà essere enfatizzata, in termini di sicurezza, per il ritorno degli alunni. Rientrare in una comunità sarà spaventoso per quei bambini che hanno interiorizzato il messaggio che le persone fuori casa sono una minaccia per la vita. Se non riusciamo a far sentire i bambini al sicuro, non saranno in grado di imparare. Far sentire i bambini sicuri deve essere il primo obiettivo da raggiungere. La coerenza dei messaggi sarà fondamentale: la possibilità di mettere in atto un comportamento (es. stringersi la mano) sarà permesso solo perchè è sicuro farlo e gli adulti (in questo specifico caso gli insegnanti) dovranno dare solo indicazioni certe. Tutte le regole dovranno essere presentate in un’ottica propositiva (“fare” anziche “non fare”), con un linguaggio semplice, chiaro ed essere in numero limitato.

Le routine servono a creare un senso di sicurezza perchè sono prevedibili e quindi consento anche ai bambini ansioni e iper-vigili di abbassare la guardia. Le routine contribuiscono a creare un’atmosfera di calma e prevedibilità, nonché ad aiutare gli alunni a rifamiliarizzare o familiarizzare per la prima volta con la scuola.

5) Rivalutare e riaffermare i valori fondamentali

Durante questo periodo, molti di noi hanno avuto l’occasione di riflettere su ciò che conta davvero: abbiamo rivalutato i nostri valori e abbiamo promesso di apportare deiUnknown cambiamenti in positivo nella nostra vita. Potremmo aver deciso di apprezzare di più i semplici piaceri, i nostri cari, di privilegiare le relazioni affettive e così via. I leader dovrebbero impegnarsi nello stesso processo quando le scuole riapriranno: questa può diventare un’occasione per coinvolgere l’intera comunità scolastica nel pensare a ciò che conta davvero. Sarà importante creare una cultura del riconoscimento: i bambini avranno bisogno di opportunità di parlare di ciò che è stato difficile per loro quando torneranno nelle loro classi, ma sarà anche nostro dovere come educatori riempirli di un senso di speranza e di coraggio nelle loro capacità.

 

 

*(Bomber, 2013)
** (Meredith, 2020)
*** https://marymered.wordpress.com/2020/04/14/five-ways-to-help-children-heal-when-schools-reopen/

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