Blog, Mondo della scuola

Punti di vista degli alunni sulla pandemia di Covid-19: un’opportunità per cambiare l’educazione?

Questa la tradizione del titolo di un’indagine condotta nel Regno Unito

Nella città di Southend (Regno Unito), il Servizio di Psicologia dell’educazione ha deciso di chiedere direttamente a bambini e ragazzi come hanno vissuto il periodo della pandemia Covid19. La scelta è stata guidata da due importanti principi:

  • capire, direttamente da loro, come hanno vissuto questa situazione
  • utilizzare i loro pensieri e i loro bisogni come guida per pianificare il ritorno a scuola

Hanno risposto 752 alunni di diverso ordine e grado di scuola e dalle loro risposte sono nate dei documenti e un webinar di confronto tra esperti.

La voce di bambini e ragazzi è importante

Sono emersi quattro temi chiave dai pensieri condivisi da bambini e ragazzi:

  1. sicurezza
  2. relazioni
  3. certezza
  4. opportunità

Il quarto punto è un tema importante che riguarda tutte le opportunità acquisite e perse legate all’istruzione e all’apprendimento.

Molti alunni della scuola secondaria erano preoccupati per il “potenziale impatto sull’apprendimento” dell’essere a casa. Sentivano il bisogno di “recuperare”, avere “lezioni extra” e “tornare a scuola in fretta” per la paura di non superare gli esami. Tali pensieri sono stati profondamente influenzati dal clima trasmesso dai media che veicolavano un pensiero di recupero delle attività scolastiche, esercitando così un alto livello di pressione sui ragazzi, dando un senso di opportunità mancate.

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Saltare due mesi di scuola non deve essere considerato dannoso in termini di apprendimento, sottolineano gli esperti. Molti ragazzi, infatti, hanno raccontato delle opportunità, delle competenze acquisite e delle attività che li hanno aiutati a far fronte a questo particolare periodo. Anche se potrebbero non aver appreso il successivo argomento di algebra o cos’è una congiunzione, molti alunni si sono impegnati in diverse opportunità/modalità di apprendimento a casa. Pertanto è importante celebrare questi aspetti di adattamento mostrati dagli alunni ed evitare, invece, di considerare bambini e ragazzi in ritardo inducendoli a credere di aver bisogno di lezioni extra per recuperare.

Lo studio inglese sottolinea la necessità di abbandonare questa narrativa dominante di recupero strettamente legata al concetto di programma d’istruzione nazionale. Suggerisce, invece, di concentrarsi su una narrazione incentrata sul piacere e la motivazione per l’apprendimento permanente. Il curriculum nazionale indica dove i bambini e i giovani dovrebbero essere in termini di progressi accademici e questo è il nodo da chiarire.

Quest’anno si dovrebbe esplorare e celebrare ciò che è stato raggiunto durante la pandemia e concentrarsi sulle competenze utilizzate o sviluppate, poiché questo è ciò che aiuterà i nostri giovani a crescere in futuro.

La situazione attuale offre l’opportunità di riconsiderare le aspettative verso gli studenti e rivalutare e mettere in discussione ciò che è importante. Dovremmo concentrarci su risultati specifici (ad es. i bambini conoscono tutta la fonetica nel primo anno e così via) o dovremmo promuovere il loro benessere emotivo, le abilità trasversali e le relazioni? È possibile creare o adattare il programma nazionale mettendo in evidenza queste abilità extrascolastiche? Questa è la nuova sfida della scuola, dice lo studio, che dovrebbe guardare anche al benessere globale dello studente.

I bambini della fascia della scuola elementare hanno fornito una risposta straordinariamente positiva di adattamento segnalando un ambiente “un po ‘diverso dal normale”. Forse i bambini in età da scuola primaria erano meno consapevoli della copertura mediatica in merito al rimanere indietro e alla necessità recupero, e questo ha contribuito a fornire loro una lente positiva che gli ha permesso di  vedere una serie di nuove opportunità di cui si sentivano entusiasti.

La straordinaria capacità di questi bambini di adattarsi rapidamente a un nuovo modo di lavorare a scuola e gli aspetti positivi che hanno riscontrato nella situazione non devono essere sottovalutati. Questo non vuol dire che la transizione sia stata facile. Tuttavia, è importante ricordare quanto bene i bambini possano effettivamente adattarsi con il giusto sostegno.

Ora sta agli adulti pensare a ciò che l’apprendimento e l’educazione significano per bambini e ragazzi e a come si può creare un cambiamento positivo. Il punto di partenza è avere una visione più aperta del concetto di apprendimento, a cui va unito l’ascolto interessato dell’esperienza degli alunni perché sono loro gli utenti della scuola.

Tutto questo vale anche per l’Italia?

Purtroppo i nostri studenti sono stati a casa per un tempo più lungo rispetto ai loro coetanei inglesi per cui il peso della perdita e l’ottica del recupero sembra essere maggiormente presente, soprattutto nei ragazzi più grandi su cui potrebbe aver maggiormente influito il pensiero degli adulti.

Anche i nostri studenti hanno mostrato una notevole capacità di adattamento ed è un peccato che la scuola non sia riuscita a valorizzare tale aspetto riconoscendogli queste capacità che vanno al di là delle mere nozioni. L’aver imparato a privarsi delle relazioni sociali in presenza, l’aver ridotto le attività all’aria aperta, l’essersi adattati a una scuola frammentata e, per lo più, dalle richieste prettamente performative-nozionistiche dimostra delle grandi capacità che nella vita potrebbero rivelarsi più utili rispetto alla conoscenza dei “sette re di Roma”. Ciò non significa che la scuola deve smettere di insegnare, ma significa che la scuola deve ritornare ad essere capace di motivare all’apprendimento, di far nascere negli alunni il desiderio di scoprire ed imparare. Per fare ciò la scuola deve arrivare, e di corsa, nel 2020. La pandemia, infatti, ha dimostrato come la scuola italiana non sia al passo con i tempi.

Da questa terribile esperienza potremmo però, finalmente, riformare la scuola. Una speranza che sembra svanire di giorni in giorno, ma che come psicologa dello sviluppo non smetterò mai di invocare perchè la scuola è il luogo che impegna i nostri bambini/ragazzi per almeno 10 anni e lascia un’impronta importante sul loro sviluppo, non solo a livello di apprendimento  ma soprattutto di benessere psico-fisico.

 

La prima parte di questo articolo è una sintesi dei concetti contenuti dallo studio condotto in Southend. A questo link il testo integrale: Pupil views around the Covid-19 pandemic: an opportunity for change in education?

https://edpsy.org.uk/features/2020/pupil-views-around-the-covid-19-pandemic-an-opportunity-for-change-in-education/?fbclid=IwAR277Uagz2LmnBtJdkOyi-V6DlFGYOfK-sqxR-AdsJ8xkX9Pedgw2hWKoIs

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